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Notizie - Varie News

Colori e sapori di una montagna sospesa sul mare.

16 marzo 2012 - ore 08,14
  C'è una montagna che sovrasta C.mare, il cui nome è noto a tutti, "il Faito", i cui sentieri e percorsi sono sconosciuti ai più. Mercoledì 14 marzo, in una radiosa giornata, che già sapeva di primavera, tre velisti,( il presidente, totonno ed io), di buon’ora e sotto la guida esperta di un amico montagnaro, Ciro, hanno deviato dalla solita passeggiata in barca, dirottando il tempo da trascorrere verso i sentieri del Faito.
Il programma era ambizioso, percorrere la strada che porta al "Molaro" per ridiscendere lungo il crinale che porta alla "Conocchia".
Eravamo degli alpinisti per caso e s'è visto dopo poco tempo. Il sentiero che portava al "Molaro" era ancora pieno di neve e qualcuno, con una parvenza di mise da alpinista ma con l'idea fissa di andare per mare, calzava delle comodissime scarpe di tela da barca e l'impatto con la neve naturalmente è stato algido e devastante. (segue)


L'umanità e la pietà degli altri, per trarlo dai fastidi di un probabile congelamento degli arti inferiori, li ha indotti ad invertire il percorso facendo la parte più soleggiata del cammino.
Si parlava poco, si restava coi propri pensieri, si camminava senza fretta, così si ascoltava il suono degli alberi, il faggio aveva un suono, il pino altro suono, erano “stromenti diversi sotto innumerevoli dita” del vento, come avrebbe recitato il divino poeta. Non s'udiva più la voce del mare ma tra le fronde l'allegra voce dell'usignolo e del fringuello e per l'aria non c'era più il volo del gabbiano, ma il volo a planare del falco e del corvo. Sensazioni che ci hanno riempito la mente e dilatato il cuore. In comune con il grande mare azzurro visibile tutt’intorno a noi, un grande e maestoso silenzio depurato dai rumori molesti del progresso, violato solo da un nostro amico comune: frate vento.
La giornata è stata felice anche per l'approccio finale con un altro gitante, accompagnato da tre cani, di non nobile razza da caccia, ma bastardini un pò sgraziati. Solito saluto cordiale, solito scambio di battute ed amenità varie, alla richiesta del perchè si accompagnasse con tre cani, dava risposte reticenti e poi infine, incalzato, ci ha svelato l'arcano, era un cercatore di “tuberi”, e i cani erano dal fiuto fino. Sorridendo ci ha mostrato il suo raccolto e con nostra meraviglia, privandosene, ha offerto ad ognuno di noi parte dei suoi tesori. Ci siamo allora resi conto come un buongiorno, una parola gentile possa rendere l'umanità più cordiale ed altruista.
Come li abbiamo gustati ve lo dirò la prossima volta.
                                 on michè

faitolevante
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