Notizie - Primaverile

Città di Oplonti

08 aprile 2013 - ore 11,48
ingaggio

Un gabbiano appollaiato come me sul molo di sopraflutto del porto di Torre Annunziata, Ieri mi confidava il suo stupore nel vedere tutte quelle barche a vela stracariche di persone, che si rincorrevano in fila indiana tra due palloni gialli, e che a poco meno di un paio di miglia più in là, verso Pozzano, aveva visto un’altra colonia di minuscole barchette a vela con tanti ragazzini a bordo, forse più di una sessantina che facevano più o meno la stessa cosa tra i soliti palloni gialli, immobili in mezzo a tutto quel casino. Insomma, mi chiedeva stupito e preoccupato: Ma che succede stamattina da queste parti? Tranquillo… gli ho risposto, fanno parte della razza degli umani, anche se in effetti, sono un po’ strani. Si chiamano velisti, amano il mare e si divertono a volare sull'acqua con l'aiuto del vento come fai tu. (segue)

Da questa parte oggi ci sono gli adulti, diciamo i genitori, dall’altra parte i figliuoli che imparano la stessa arte della vela per trasmetterla a loro volta quando saranno adulti. Tutto qui. Come vedi si preserva la specie come fate voi con i vostri piccoli. Rassicurato dalle mie parole, ha emesso un breve stridio, tipo un saluto, poi ha aperto le sue ali bianche e l’ho visto volare verso le barche al largo impegnate a gestire un bel salto di vento. Ho lasciato così la mia postazione di avvistamento sul molo per andare giù in banchina davanti al Circolo Nautico, dove intanto già si trafficava per accogliere gli equipaggi e le loro amate barche. Musica, bibite, buffet con tanto di ombrellone e cordialità che aumentava man mano con l’arrivo degli equipaggi. Non molti in verità, parecchi sono rientrati nei porti di stazionamento e non si sono più visti, qualcuno è ritornato via terra per onorare la manifestazione organizzata per loro e la premiazione. Complimenti comunque al CNTA ed al suo staff operativo guidato da Angelo Florio e al suo presidente Felicio De Luca che ha accolto la flotta in modo esemplare. Se qualche sbavatura c’è stata, pazienza, si migliorerà alla prossima occasione. Ed.


PandolfiUDR

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