Notizie - Autunnale

Terra delle Sirene - Buona la prima.

08 ottobre 2012 - ore 19,15
Partenza delle Sirene 1
Evidentemente l’ammaliante richiamo lanciato delle sirene di Meta, Piano e Vico, è arrivato forte e chiaro all’udito dei molti velisti del levante del golfo di Napoli, se è vero come è vero che più di quaranta barche di varie dimensioni, cariche dei loro equipaggi, si sono ritrovate domenica mattina in quel tratto di mare ai piedi degli strapiombi tufacei della costa sorrentina. E proprio lì, in quella che viene definita dalla leggenda popolare “terra delle sirene” prendeva il via tra boe e bandiere di segnalazione la prima delle quattro prove del V Campionato Autunnale delle Vele di Levante.
Con i suoi tempi e senza scomporsi più di tanto, una leggera brezza proveniente dal IV quadrante, si è annunciata ai concorrenti in paziente attesa da circa un’ora. Alle 12,35 è stato dato il via alla regata con l’ammainata della lettera “O” - accompagnata del solito assolo di tromba interpretato da una stridente bomboletta da stadio made in China. (segue) 
Poi, solamente il puro spettacolo che la vela sa offrire. Tutte le barche lanciate verso il piccolo puntino rosso posto controvento a mezzo miglio dalla partenza, da raggiungere possibilmente prima degli altri, sbandando la barca in una bolina quanto più stretta possibile, stingendo il vento nelle vele, spostando l’equipaggio e il suo peso sopravento, come sacchi ammassati uno sull’altro. Poi il puntino rosso che si avvicinava e diventava una intoccabile boa da lasciare a dritta tra ordini schioccati come frustate e sguardi torvi lanciati a chi si impappinava.
Dalla bolina al lasco: ossia, come cambia la vita. Dalla terrazza di Montechiaro o dai belvedere della statale, lassù in alto, i tanti punti bianchi in movimento su sfondo blue marine si trasformavano in variopinte ali colorate, distese a favore del vento da imbrigliate per farsi sospingere sempre più in fretta verso la boa di Vico posta non a caso, sotto le terrazze panoramiche della chiesa dell’Annunziata dove fortunati spettatori, forse turisti, si saranno chiesti stupiti in quale angolo di paradiso fossero capitati e di come fosse diversa questa regione da quella che (con il suo carico di negatività) gli era forse stata descritta. Da quel punto in poi è iniziato l’ultimo carosello sotto forma di “bastone” fatto di incroci, virate, issate e ammainate, per due o tre volte secondo dei casi e come indicato dalle Istruzioni. Ognuno come ha potuto fare - ognuno come ha saputo fare. Poi finalmente l’arrivo, dopo 10 miglia di percorrenza e un paio d’ore di navigazione con vento leggero ma sempre presente.
Alla fine non è restato che il rilassato ritorno verso i porti di provenienza, stanchi certamente ma consapevoli di aver vissuto non solo un evento sportivo ma un momento di vita condiviso che diventava un piacevole ricordo man mano che la barca avanzava macinando le ultime miglia della giornata. ed.
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