Notizie - Primaverile

Il Sol Levante

22 febbraio 2011 - ore 18,54
vela vesuvio
di Gianfranco Busatti

Gli amici organizzatori del 6° Campionato Primaverile - Vele di Levante, mi hanno amabilmente coinvolto nella presentazione dell’evento. Non posso che ringraziare di cuore e sperare che fra i motivi di questo invito si nasconda un riconoscimento per il tempo passato, per il lavoro dedicato da me e da tanti altri, alla nascita ed alla crescita della Vela nel Golfo. Molti di quelli che si accingono a vivere l’ennesima, ma sempre nuova ed affascinante esperienza della regata, forse non immaginano neppure che appena quarant’anni orsono, se si esclude Napoli, le barche a vela lungo le nostre coste, si potevano contare, in una bella Domenica di sole e mare calmo, sulle dita di una mano. (segue)


C’era solo la “nicchia” di Castellammare, dove viveva gente in gamba, ma gente che, se voleva andar per mare, la barca e le vele se le doveva fabbricare da sola. E lo faceva bene, tanto bene da permettersi di andare a vincere titoli e coppe in giro per l’Europa. Ma era una pattuglia di coraggiosi, quasi di desperados, senza appoggi logistici ed economici, a cui gli eventi bellici avevano probabilmente tarpato le ali di tante possibili vittorie. Fu quella la gente a cui guardammo nell’intraprendere la nostra piccola “mission impossible” sulle banchine di Punta Scarpetta. Fu Catello Russo a costruirci i primi Optimist di legno, fu Alfonso Condoleo a darci i primi consigli. Guardavamo ad una vela agonistica – se no che vela è? – che cominciasse dai giovani e che fosse per loro lo sport duro, difficile e formativo quale deve essere. Non fu facile allora e non lo sarà mai in futuro, perché la Vela , non dimenticatelo, è sport da vivere, non da guardare. Siano altri a snaturarlo in spettacolo da poltrona.
Oggi, a tanti anni di distanza, ci ritroveremo, a quel che sento, con più di cento barche a riempire quel Golfo che da deserto è diventato giardino.
Dal Vesuvio a Capri, grazie a uomini e Circoli giovani e coraggiosi, si è sviluppata la passione, è cresciuta la cultura, si va consolidando la tradizione. Questo Campionato, che rappresenta solo il fulcro di un’attività più vasta e ricca di fermenti, non è che il suggello di quel sogno ormai diventato realtà irreversibile.
Le Vele di Levante mi fanno pensare al sole. Quel sole che si stacca dal profilo frastagliato del Faito, spettatore e protagonista ad un tempo di uno spettacolo fra i più belli al mondo.
Una volta tanto voglio fare a voi, attori di questo Campionato, un augurio diverso, che non sia il solito… buon vento. Voglio augurarvi di provare, alla fine di ogni giornata, quel sentimento che, malgrado le mani spellate, i piedi bagnati, il freddo, il caldo, la pioggia e la fatica, vi spunterà dentro e vi ricompenserà di tutto: La Gioia

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